
Perchè si chiama dermopigmentazione?
Il termine dermopigmentazione può sembrare complesso, ma racchiude in sé l’essenza di questa tecnica estetica avanzata. Per comprenderne il significato, è utile scomporre la parola e analizzarne l’origine.
La parola dermopigmentazione deriva dall’unione di due termini:
- Dermo-: dal greco derma, che significa pelle. Questo indica che il trattamento agisce direttamente sulla superficie cutanea.
- Pigmentazione: dal latino pigmentum, ovvero colore. Si riferisce all’introduzione di pigmenti colorati nella pelle.
Quindi, dermopigmentazione significa letteralmente colorazione della pelle, descrivendo con precisione ciò che avviene durante il trattamento.
Cos’è esattamente la dermopigmentazione?
La dermopigmentazione, conosciuta anche come trucco permanente o trucco semipermanente, è una tecnica che utilizza pigmenti naturali per migliorare o correggere tratti del viso. Il pigmento viene introdotto negli strati più superficiali della pelle attraverso un dispositivo chiamato dermografo.
Perché non si chiama tatuaggio?
Sebbene il processo della dermopigmentazione sia simile al tatuaggio, i due trattamenti sono molto diversi:
Strati della pelle:
- Il tatuaggio penetra negli strati più profondi della pelle (derma).
- La dermopigmentazione agisce sugli strati superficiali, rendendo il risultato più delicato e meno invasivo.
Durata del colore:
- I tatuaggi sono permanenti.
- La dermopigmentazione dura da 1 a 3 anni, poiché il pigmento si degrada naturalmente nel tempo.
Finalità estetica:
- Il tatuaggio è spesso decorativo.
- La dermopigmentazione ha uno scopo correttivo ed estetico, con un effetto naturale.


